Fable therapy (1)

UN PASSO VERSO LA CONOSCENZA RECIPROCA

Fiabaterapia per Adulti: Narrare per Riconoscersi

Nell’immaginario comune, le fiabe sono relegate al mondo dell’infanzia. Tuttavia, da un punto di vista psicologico, la fiaba è molto più di un semplice racconto: è un contenitore millenario di saggezza universale, una mappa geografica dell’animo umano che parla il linguaggio dei simboli e degli archetipi.

Utilizzare la Fiabaterapia con gli adulti non significa “tornare bambini” in senso regressivo, ma utilizzare la struttura narrativa della fiaba come uno specchio per esplorare le proprie dinamiche interne, i blocchi emotivi e le risorse nascoste.

DALL’ASCOLTO ALLA SOLUZIONE

Come funziona nel percorso clinico?

All’interno del mio approccio di Psicoterapia Dinamica, integro l’uso della narrazione e della fiaba in momenti specifici del percorso, adattandola alla sensibilità della persona.

 

Non si tratta semplicemente di leggere storie, ma di un lavoro attivo che può comprendere:

 

  • L’analisi della “Fiaba del Cuore”: Lavorare sulla fiaba preferita (o quella più temuta) dell’infanzia del paziente spesso rivela il “copione di vita” che la persona sta inconsciamente recitando nel presente.
  • La riscrittura creativa: Chiedo al paziente di modificare il finale di una storia o di inventarne una nuova. Questo esercizio stimola il problem solving creativo: se nella fiaba il protagonista riesce a uscire dalla prigione, come può il paziente farlo nella sua realtà lavorativa o affettiva?
  • L’identificazione con i personaggi: Riconoscere quali parti di sé sono rappresentate dall’Eroe (la parte coraggiosa), dall’Antagonista (i sensi di colpa o le paure interne) o dall’Aiutante (le risorse dimenticate).

Perché usare le fiabe in psicoterapia?

Spesso, quando un paziente adulto arriva in terapia, porta con sé narrazioni rigide e razionali del proprio disagio: “Sono fatto così”, “È colpa del mio passato”, “Non c’è via d’uscita”. La razionalità, a volte, diventa una difesa che ci impedisce di contattare le emozioni più profonde.

 

La fiaba, invece, agisce come un “passpartout” per l’inconscio. Poiché parla attraverso metafore (il bosco oscuro, il drago, la chiave d’oro, l’incantesimo), permette di:

 

  1. Aggirare le resistenze: È più facile parlare della paura di un personaggio immaginario che ammettere la propria.
  2. Dare forma all’indicibile: Offre immagini concrete per descrivere stati d’animo complessi che non riusciamo a verbalizzare.
  3. Trovare nuove soluzioni: Le fiabe insegnano che per ogni ostacolo esiste un “aiutante magico” o una risorsa interna da attivare.

Il Viaggio dell’Eroe: Diventare protagonisti della propria storia

Ogni percorso di psicoterapia è, in fondo, un “Viaggio dell’Eroe”. C’è una chiamata all’avventura (la crisi), l’attraversamento di una soglia (l’inizio della terapia), l’incontro con le proprie ombre e, infine, il ritorno a casa con una nuova consapevolezza.

 

La Fiabaterapia aiuta l’adulto a smettere di sentirsi una “vittima” degli eventi per riprendere in mano la penna e diventare, finalmente, autore e protagonista della propria esistenza.

 

È uno strumento potente, delicato e profondo, capace di trasformare le ferite in feritoie attraverso cui far passare nuova luce.

Quando chiedere aiuto?

L’ansia e i sintomi psicosomatici non sono “debolezze” da ignorare: sono segnali che la mente e il corpo stanno chiedendo attenzione. È utile rivolgersi a uno specialista se:

 

  • I sintomi persistono da mesi e limitano la vita quotidiana.
  • Si evita sistematicamente situazioni per paura (es. guidare, prendere l’ascensore).
  • I disturbi fisici non trovano riscontro in esami medici.
  • Si fa ricorso a sostanze (alcol, farmaci) o comportamenti compulsivi per “calmare” l’ansia.

La psicoterapia dinamica breve offre uno spazio protetto per comprendere l’origine del disagio e trovare strategie concrete per gestirlo, senza dover ricorrere a soluzioni temporanee o dannose.